Il re è nudo!








Il mondo della finanza è pieno di imbonitori, in cerca di allocchi da sfruttare,
che usano termini iniziatici e formule oscure per nascondere una semplice ed oltraggiosa verità: il re è nudo!


Questi maestri della manipolazione confondono il pubblico con le loro verità parziali,
ovvero, spacciando per  scienza le loro superstizioni,
 cercano di sfruttare l'umanissima aspirazione a voler conoscere il futuro
magari al fine di specularci sopra.

Ora, chi è ben sano di mente, sa bene che
il futuro non è conoscibile:
 infinite variabili influiscono nella progressiva evoluzione degli scenari possibili.
Lo sottolineamo, non scenari  probabili, possibili.

Eppure ancor oggi, all'alba del terzo millennio, esistono persone che credono alle favole.
 Non per diletto, ma rischiando i propri risparmi e quindi il loro stesso avvenire.
Il tutto, per l'incapacità di  comprendere un concetto filosofico e matematico elementare:
il numero zero.


Il numero zero, in sé, non è né positivo, né negativo:
 è l'origine di un'infinita serie di numeri positivi e negativi.
Il numero zero è la linea di confine fra due concezioni opposte.
La via mediana, avrebbe detto Siddharta detto il Buddha.

Ed è proprio attraverso questa via di mezzo,
il giusto valore fra la sottovalutazione e la sopravvalutazione di un titolo,
 che si può apprendere l'unico modo per sopravvivere nei mercati finanziari,
traendone semmai anche vantaggio.

I malati di onnipotenza, i megalomani, difficilmente comprenderanno l'importanza del numero zero.
Come difficilmente comprenderanno l'apparente contraddizione insita nella seguente affermazione:

l'unica verità nei mercati finanziari è che non esiste alcuna verità,
 altrimenti i mercati stessi non esisterebbero.

Di fatto, se mai esistesse una formula certa per predire gli sviluppi futuri dei mercati finanziari,
questi cesserebbero di esistere.


Nei mercati finanziari, la formazione del prezzo nasce dall’incontro
fra un'intenzione di acquisto ed una di vendita di due soggetti che abbiano maturato opinioni
diametralmente opposte circa i futuri sviluppi del mercato.
Entrambi agiscono quindi nell'
incertezza, sperando di essere nel giusto.

Di queste incertezze  e di queste speranze, che causano una continua instabilità nei prezzi, vivono i mercati.
Se esistesse una formula, magica  o scientifica, capace di annullare l'incertezza,
 segnerebbe quindi la fine dei mercati finanziari ed ogni discorso a riguardo diverrebbe inutile.

L'accettazione del concetto di numero zero implica quindi anche una coscienza della limitatezza
dei poteri umani che invita a
 
pensare e agire con conseguente umiltà.

Qualcuno, però, pensa sempre di essere più furbo degli altri.
Ogni individuo ha il sacrosanto diritto di ritenersi unico. Ma credersi
l'unico furbo, fra i miliardi di persone
che quotidianamente influenzano i mercati, dovrebbe essere causa di interdizione legale
dall'agire sul proprio patrimonio.

Nondimeno questi individui esistono e agiscono, ogni giorno.
Spesso illusi da venditori di "sistemi sicuri" che gli danno un senso di onnipotenza
che finisce solo alla perdita dell'ultimo centesimo. Questi individui,  quasi mai abiurano la falsa fede
che li ha rovinati. Anzi, la deificano, mortificando se stessi col cilicio delle loro rovinose perdite.
Pensano di aver peccato ed, in effetti, un peccato l'hanno commesso: quello di credersi più degli altri.

Capire che il mercato è
un sistema a somma zero - tanti perdono, tanti guadagnano - e che in determinate circostanze è già un successo conservare il proprio patrimonio in termini reali e da questo patrimonio trarre
 un giusto reddito, non sfiora neppure le menti dei molti invasati che quotidianamente si affacciano al mercato.

Fra questi vi sono i giocatori:
alcuni, maledetti da un iniziale colpo di fortuna, continuano a giocare credendo di poter vincere sempre;
altri, disperati per le perdite subite, giocano cercando di riscuotere un illusorio credito con la sorte.
 Come dovrebbe essere ben noto a tutti quanti, alla fine, il giocatore perde sempre.

L'investitore serio e sistematico
non vanta crediti inesigibili con la sorte, né confida in colpi di fortuna.
Si contenta di incrementare il proprio patrimonio, cercando magari di ricavarne un reddito.
La buona stella, ovviamente, è benvenuta. Ma non fa parte della nostra filosofia.

Puntare sul valore dei titoli,
riduce il rischio ed incrementa il patrimonio.
Puntare sul valore dei titoli, e diversificare quanto più possibile i propri investimenti,
è l'unica maniera per sopravvivere a lungo nei mercati, guadagnando.
Certo, qualche scommessa sul futuro la si può ed anche la si deve fare,
 ma soltanto per importi frazionali del proprio capitale. In caso contrario, tanto vale giocare al Casinò!