LA SCELTA DEL BROKER
La scelta del broker è importante
quanto la selezione delle opportunità e delle modalità di investimento.
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Come ben sapete, il nostro sito si rivolge ad investitori che abbiano scelto di usare il mercato americano come tramite, pur
ragionando di investimenti in termini globali: volendo operare meglio usare il sistema operativo più efficiente. Ed il mercato
americano è oggi il mercato più liquido, più concorrenziale e più trasparente che esista al mondo.
Non è ovviamente un mercato perfetto, ma è di gran lunga quello più efficiente: vale a dire quello che maggiormente si
avvicina al concetto di mercato perfettamente concorrenziale. Nessun altro sistema finanziario è comparabile.
Sulla base di questi presupposti, la scelta di operare tramite un Broker che sia sottoposto alle leggi ed alle norme vigenti in
quel mercato, non è soltanto una conseguenza logica, bensì una precisa scelta di convenienza. La tutela degli interessi
del cliente ed i servizi di investimento resi, di fatto, non hanno di fatto paragoni.
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VANTAGGI TIPICI
prezzo di esecuzione degli ordini
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Tutti gli intermediari americani sono sottoposti alla norma chiamata Trade-through Rule, norma che impone l'esecuzione
degli ordini al miglior prezzo in qualsiasi mercato questo si presenti, salvo diversa espressa volontà da parte del cliente.
Gli intermediari non sottoposti a questa norma, invece, possono tranquillamente dirottare i vostri ordini su circuiti privati di
contrattazione (ECNs) dove il prezzo è meno favorevole al cliente. Ma più vantaggioso per l'intermediario che può lucrare
sulle differenze, magari operando in diretta contropartita.
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reinvestimento dei dividendi
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Reivestire i dividendi ricevuti aderendo al Dividend Reinvestment Plan (DRIP) offerto praticamente da tutte le società
quotate americane, Index ETF e Closed-end Funds inclusi, fa parte integrante della strategia operativa di ogni investitore,
come potete constatare osservando questo grafico.
I principali intermediari americani, su richiesta, svolgono questo servizio automaticamente e gratuitamente: ogni tre
mesi, nel giorno del pagamento, il dividendo è adoperato per comperare sul mercato nuove azioni della stessa società,
sino a quando il cliente non revoca la disposizione.
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trattamento fiscale
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Gli investitori esteri non residenti (NRA = Non resident Alien) sono soltanto soggetti ad una ritenuta del 15% sui dividendi
percepiti. Nessuna imposizione, invece, né sui guadagni in conto capitale (Capital Gain) né sul reddito dei titoli del tesoro
(Treasuries). Unica formalità, compilare ogni due anni una semplice autocertificazione sul modello W-8BEN che vi verrà
fornito direttamente dall'intermediario. Ovviamente, quest'ultimo non ha nessun rapporto con il fisco del vostro paese di
residenza. Ragion per cui, sarà solo il vostro senso morale e la vostra coscienza civica a dirvi come regolarvi in merito.
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protezione del capitale
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Tutti gli intermediari americani sono membri SIPC - The Securities Investor Protection Corporation - l'ente no-profit creato
dal Congresso nel 1970 con il Securities Investor Protection Act. Tale ente offre una copertura assicurativa, in caso di
fallimento dell'intermediario, sino all'ammontare di 500.000$ per singolo conto di deposito titoli e valori. La maggior parte
degli intermediari, poi, ha inoltre una propria copertura assicurativa di natura privata per i depositi di entità superiore.
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ASPETTI VALUTARI
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Chi usa valute diverse dal dollaro, ad esempio l'euro, e non è avvezzo a ragionare in termini globali, può ritenere la scelta
dei mercati americani più rischiosa a causa delle fluttuazioni valutarie.
In realtà si tratta di un problema solo apparente per chi si limita ad investire in titoli che, pur essendo quotati in America,
appartengono alla propria zona economica e valutaria. La quotazione dei valori internazionali - rappresentati da ADR,
Index ETF e Closed-end Funds - tiene infatti conto sia delle quotazioni nei vari mercati nazionali sia della quotazione delle
singole valute.
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ESEMPIO
Avete investito 2000 dollari, comperando al NYSE 200 ADR Allianz (quotati al Nyse, Symbol AZ ) al prezzo unitario di 10$
Successivamente al vostro acquisto, nell'ipotesi che la quotazione in euro dell'Allianz alla Deutsche Börse resti invariata,
se il dollaro scende rispetto all'euro del 10%, l'Allianz al NYSE varrà 11$
se il dollaro invece si apprezza sull'euro del 10%, l'Allianz al NYSE varrà 9$
Ma il valore del vostro investimento in termini di euro non è cambiato.
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Per chi ragiona in termini globali, invece, l'uso di un unica valuta è quanto di più pratico esista: immaginate la difficoltà di
dover gestire un portafoglio azionario in cui la quotazione dei singoli titoli è espressa in dollari, euro, fanchi svizzeri,
pesos, real, rand, renmimbi, rubli, rupie, sterline, yen, etc. Questo, senza contare i grandi costi e la difficoltà ad intervenire
nei singoli mercati nazionali.
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Un vantaggio aggiuntivo deriva poi dal fatto che, se quotate nei mercati americani, le società devono sottostare a regole di
correttezza e trasparenza che altrove non trovano riscontro. Tanto che, se un azienda di dimensioni transnazionali non è
quotata anche in america, può nascere il sospetto che rinunci per non sottostare a delle regole che, in seguito agli
scandali Worldcom ed Enron, sono diventate ancora più severe: per Bernie Ebbers, responsabile del dissesto Worldcom,
sono stati chiesti 85 anni di carcere!
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TABELLA COMPARATIVA
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Sulla base delle nostre ricerche ed esperienze, abbiamo, per il momento selezionato alcuni broker che offrono i loro servizi
anche ai clienti esteri non residenti (NRA = Non resident Alien). Non tutti gli intermediari infatti sono attrezzati per questo.
Nella pagina seguente troverete una tabella comparativa fra alcuni broker.
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