GYP Ratio
Il suo criterio di selezione per i Value Stocks, applicabile anche alla valutazione di un intero portafoglio,
si basa su un rapporto da lui ideato, denominato GYP Ratio.
La regola generale è che la convenienza aumenta all'aumentare della GYP Ratio.
La GYP Ratio, si ottiene sommando
il tasso medio di crescita degli utili stimati dagli analisti (Estimated Earnings Growth)
al rendimento percentuale offerto dal titolo in rapporto al suo dividendo atteso (Estimated Yield)
e dividendo il risultato per la media del P/E (Price Earning) previsto.
Il metodo è sintetizzato nella seguente formula:
GYP = (Estimated EPS Growth + EstimatedYield) ÷ Forward P/E ratio
Per valutare il singolo titolo la GYP Ratio va comparata con quella dei diretti concorrenti (Peers),
ed eventualmente con quella di un indice generale (ad es. S&P500)
Per valutare il portafoglio nel suo insieme, invece, la GYP Ratio va comparata
soltanto con quella di un indice generale (ad es. S&P500)
come trovare i dati
Come abbiamo appena visto, il metodo di John Neff si basa sulla ricerca di tre soli dati:
una previsione della crescita degli utili a 5 anni (Estimated Earnings Growth) superiore al 7%.
questo dato lo trovate, per esempio, su Yahoo Finance: dopo aver inserito il simbolo del titolo,
per ipotesi BAC (Bank of America), ed aver cliccato "GET QUOTES",
selezionate sul menù a sinistra "Analyst Estimates",
dopo di che nell'ultima tabella in basso "Growth Est", troverete il dato sotto la voce Next 5 Years (per annum)
una futura buona remunerazione del capitale (Estimated Yield)
questo dato lo trovate, sempre su Yahoo Finance, selezionando sul menù a sinistra "Key Statistic",
dove. nella tabella in basso a destra "Dividends & Splits", troverete il dato Forward Annual Dividend Yield
un rapporto previsto di P/E (Forward P/E Ratio) il più basso possibile
questo dato lo trovate, sempre su Yahoo Finance, selezionando sul menù a sinistra "Key Statistic"
dove troverete sia il Trailing P/E calcolato sulla base dell'utile realizzato negli ultimi dodici mesi (ttm = Trailing Twelve Months),
sia il dato Forward P/E calcolato sulla base della media dell'utile previsto per la fine dell'anno fiscale (fye=Forward Year End)
esempio di comparazione
fra le tre principali banche americane
(Dati reali di Giovedì 26 Aprile 2007)
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Bank of America (BAC)
Average EPS Growth % 8,30
Average Estimated Dividend Yield % 4,40
Average Forward P/E 9.62
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(8,30 + 4,40) ÷ 9,62 = GYP of 1,320
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Citigroup (C)
Average EPS Growth % 10,00
Average Estimated Dividend Yield % 3,90
Average Forward P/E 10,66
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(10,00 + 3,90) ÷ 10,66 = GYP of 1,304
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JP Morgan Chase (JPM)
Average EPS Growth % 10,00
Average Estimated Dividend Yield % 2,90
Average Forward P/E 11,24
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(10,00 + 2,90) ÷ 11,4 = GYP of 1,131
Secondo il metodo di John Neff per cui la convenienza del titolo cresce al crescere della GYP Ratio,
sulla base dei dati del giorno 26 Aprile 2007, Bank of America con un rapporto GYP di 1,320
è più conveniente ci Citigroup (1,304) e molto più conveniente di JP Morgan Chase (1,131)
ulteriori raccomandazioni
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A questo semplice metodo, con il quale chiunque in pochi minuti può valutare la convenienza di una scelta sulla
base del metodo illustrato, John Neff aggiunge altre considerazioni per la scelta dei titoli di portafoglio, dopo aver
riaffermato l'assioma che sta alla base della sua filosofia di investimento: un Value Stock con un basso P/E
ed un buon dividendo può compensare un tasso di crescita degli utili modesto, ed ottenere un ottimo
ritorno sull'investimento con meno rischi di un Growth Stock dai tassi di crescita strepitosi.
Vi sono quindi cinque raccomandazioni, a parità di GYP Ratio, i titoli da preferire :
1) società dai fondamentali solidi che agiscono in un settore di mercato promettente
2) una storica continuità nella remunerazione del capitale con dividendi crescenti nel tempo
3) una Pay Out Ratio che implichi la possibilità da parte della società di incrementare ulteriormente il dividendo
4) un Total Return (= apprezzamento del titolo+ dividendi) superiore alla media in relazione al rapporto di P/E
5) un P/E abbastanza basso da compensare eventuali crisi cicliche del settore
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considerazioni finali
L'uso esclusivo di dati basati su stime e previsioni, e quindi incerti, potrebbe far storcere il naso ai puristi
dell'analisi fondamentale che prendono in considerazione le previsioni in maniera molto limitata.
In realtà c'è una logica precisa nella scelta di John Neff: evitare l'inganno rappresentato da titoli
dai fondamentali attuali molto convenienti, solo in quanto la quotazione sconta in anticipo previsioni,
se non disastrose, quantomeno incerte.
L'investitore deve saper distinguere fra i titoli sottovalutati perché al momento sono snobbati,
da una speculazione che li considera al momento fuori moda, e quelli solo apparentemente sottoquotati.
Le previsioni, rese più attendibili dall'uso della media dei giudizi degli analisti, servono a questo.
Ed in questo il metodo di John Neff è molto efficace nell'aiutare l'investitore.
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una vita controcorrente
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Per oltre trenta anni John Neff ha applicato la sua strategia orientata alla ricerca del giusto valore usando un approccio contrarian:
cercando titoli sottovalutati e trascurati dal mercato. Come abbiamo visto, il suo criterio di scelta riguarda titoli con una combinazione
di bassi rapporti P/E, utili in crescita e buoni dividendi, accompagnati da fondamentali solidi, considerati poco interessanti dal mercato
oppure penalizzati dalla speculazione più selvaggia.
Nel 1984, per esempio, tutti temevano che la Ford finisse in bancarotta, tanto che il suo rapporto di P/E era sceso a 2,5. John Neff ne
rastrellò una certa quantità ad un prezzo medio inferiore a 14$. Dopo tre anni, durante i quali non solo la Ford non è finita in bancarotta
ma addirittura pagato dividendi in crescita, rivendette le stesse azioni a 50$. Operazione che fruttò, al Windsor Fund da lui gestito, un
utile di 500 milioni di dollari.
Così, seguendo fedelmente la sua filosofia, non solo John Neff è sopravvisuto alle rovinose cadute che hanno colpito la speculazione
alla fine delle numerose bolle speculative che si sono avvicendate negli anni, ma ha anche costantemente superato per tutta la durata
della sua attività di gestore il rendimento medio annuo dello Standard & Poor's 500, realizzando un Total Return del 13.7% contro il
10,6% dello S&P, praticamente il 30% più del principale Benchmark.
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