In Brasile da oltre trentacinque anni le autovetture sono alimentate con una miscela composta da benzina ed etanolo estratto dagli scarti della lavorazione della canna da zucchero. Tale tecnica ha permesso al Brasile di diminuire la dipendenza dal petrolio sin dalla grande crisi del 1973, con una soluzione valida sia dal punto di vista economico che ambientale. La combusione di etanolo è di fatto molto meno inquinante di quella degli idrocarburi. Oggi il 100% delle automobili costruite in Brasile è equipaggiato con motori Flex che permettono un utilizzo di alte percentuali di etanolo nelle miscele.

Nel marzo del 2007, George W. Bush intraprese una serie di visite ufficiali in Sud America, nel tentativo di ostacolare il processo di unificazione economica e politica dei paesi sudamericani, avviata nel vertice di Cochabamba nel dicembre 2006. La missione non ebbe successo, l'unico risultato fu un protocollo di intesa stipulato con il Brasile per favorire la cooperazione energetica nella produzione e nella commercializzazione del bioetanolo. Alcune testate parlarono, impropriamente, della nascita di una Opec dell'etanolo.


Negli Stati Uniti, infatti,  George W. Bush aveva  varato una nuova politica volta a favorire la produzione di etanolo, sia considerando la pesante dipendenza del suo paese dal petrolio venezuelano e mediorientale, sia cercando di migliorare la propria immagine presentandosi come un convertito alla causa della tutela ambientale. Mancando però nel Nord America il clima necessario alla coltivazione della canna da zucchero, si pensò bene di utilizzare a tal fine prodotti cereagricoli come mais, frumento, malto, orzo, etc.

Il problema che sin da subito ci si trovò ad affrontare, non fu tanto di natura tecnica - l'etanolo non è altro che un distillato esattamente come il whisky - quanto di natura economica. Mentre la produzione di etanolo da canna da zucchero risulta efficiente sia dal punto di vista energetico che economico, la produzione di etanolo da cereali non ha le stesse caratteristiche di efficienza ed economicità. Per attuare il suo piano, quindi, George W. Bush decise di varare un generoso piano di sovvenzioni pubbliche a vantaggio delle aziende impegnate nel progetto. In pratica, veniva utilizzato
denaro pubblico per sovvenzionare una attività antieconomica.


Il piano di sovvenzioni venne presentato all'opinione pubblica come necessario per diminuire la dipendenza energetica da paesi terzi; nonché come serio contributo alla salvaguardia dell'ambiente da parte di una amministrazione, il cui consenso politico in quel momento era ai minimi storici. Di conseguenza, inizialmente, il progetto venne accolto favorevolmente non solo dagli agricoltori del midwest, grandi elettori del presidente in carica e maggiori beneficiari del piano di sovvenzioni, ma anche dall'opinione pubblica, piacevolmente sorpresa da una svolta politica all'apparenza economicamente valida ed ecologicamente corretta..

Le
conseguenze di una tale politica si sono invece rivelate disastrose al punto che, già nel novembre del 2007, un articolo  pubblicato su MarketWatch - sito edito da Dow Jones e Wall Street Journal, tradizionalmente vicino alle posizioni conservatrici dell' amministrazione Bush - titolava: "Ethanol: from oil substitute to crime against humanity" (Etanolo: da sostituto del petrolio a crimine contro l'umanità). C'è da chiedersi come mai, in così breve tempo, il giudizio circa le scelte americane sull'etanolo sia così radicalmente mutato.


La ragione sta nel fatto che, nel giro di pochi mesi,
le quotazioni dei prodotti cereagricoli sono risultate più che raddoppiate a causa sia del forte aumento della domanda per uso industriale che della alterazione dei meccanismi di mercato provocata dalle sovvenzioni statali. Tale rialzo nei prezzi, sicuramente non è affatto dispiaciuto ai ricchi latifondisti del midwest, ma contemporaneamente ha iniziato a causare danni diretti ed indiretti in ogni angolo del pianeta.

Il denaro dei contribuenti americani veniva infatti speso in una attività priva di un reale ritorno economico, mentre nel resto del mondo  l'abnorme rincaro del prezzo dei cereali provocava nuove spinte inflazionistiche.
Nei paesi industrializzati,  già colpiti dal forte aumento dei costi dell'energia e delle materie prime, il danno si traduceva in un generalizzato rincaro dei prodotti alimentari di prima necessità: pane, pasta, latte, carne, etc. Nei paesi più poveri, la scelta politica di Bush a favore dell'antieconomico etanolo americano ha invece provocato un forte aumento della malnutrizione, che è la prima causa di morte nei paesi del terzo mondo.

Il giudizio finale lo lasciamo ai nostri lettori...








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L' ETANOLO DI BUSH
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