A nostro parere, tanto esagerato entusiasmo sul titolo del Chicago Board of Trade (BOT) si può spiegare con
due fattori: uno tecnico e l'altro psicologico. Il fattore tecnico è l'estrema esiguità delle azioni che sono state date
in offerta al pubblico: sia in dato percentuale, il 6,1% del capitale, che in valore assoluto, 172 milioni di dollari.
A fronte di questa offerta risicata, il fattore psicologico determinato da un paragone improprio col precedente
del Chicago Mercantile Exchange (CME) che, collocato il 23 dicembre 2002 a 35$, oggi quota 360$, vale a dire
oltre il 1000% di rialzo in meno di tre anni!
Tale precedente, ha indotto molti investitore ad un ragionamento fallace: dal momento che CME in tre anni ha
fatto guadagnare il 1000%, oggi compero BOT così fra tre anni... Tale falso sillogismo prescinde, sia da una
comparazione dai dati fondamentali, sia dal contesto storico nel quale i due collocamenti sono avvenuti. Nella
seconda metà del 2002, infatti, i mercati erano ai minimi degli ultimi 9 anni, con lo S&P500 intorno a quota 800.
Riteniamo che Chicago Board of Trade (BOT) sia un titolo interessante sotto il profilo dell'attività aziendale, ma
non conveniente al punto di comperarlo senza badare al prezzo. Meglio forse attendere la prima trimestrale o
almeno dati societari più completi. La fretta non è mai una buona consigliera.
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