MINIDOLLARO E MAXIEURO
scenari possibili e conseguenze pratiche per gli investitori
ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA
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L'elezione di George W. Bush era stata finanziata, legalmente ed alla luce del sole, dalle potenti lobbies delle armi e del
petrolio. Il fatto che molti componenti di spicco della sua amministrazione sarebbero stati uomini legati all'industria degli
armamenti del petrolio, da Dick Cheney a Donald Rumsfeld, era un fatto noto. Il programma dei neocons era stato reso
pubblico sin dal 1997.
Quando, nel gennaio 2001, si insediò alla Casa, Bianca George W. Bush si trovò a capo di un paese dall'economia molto
solida, con una valuta forte ed un avanzo di bilancio enorme. Lo scoppio della bolla speculativa di fine millennio, scoppio in
qualche modo pilotato dal governatore della Federal Reserve Alan Greenspan, non aveva infatti più di tanto inciso né sui
fondamentali economici della "azienda america", così le quotazioni del dollaro erano ai massimi degli ultimi quattro anni.
Non appena occupati i posti chiave del governo Bush, i neoconservatori iniziarono però subito a lavorare per realizzare il
loro Progetto: una missione da realizzare innanzitutto aumentando in modo significativo la spesa pubblica per la difesa. In
breve tempo, nei conti pubblici si aprì una voragine profonda centinaia di miliardi di dollari.
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Tale corsa agli armamenti, realizzava due vantaggi in uno: da una parte ripagava la fiducia riposta dall'industria bellica nel
candidato Geoge W. Bush, dall'altra indeboliva il bilancio dello stato e quindi la quotazione della valuta che lo rappresenta.
Ringraziando gli amici con i soldi dei contribuenti, di fatto, si dava anche il via libera alla grande svalutazione del dollaro.
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Attenzione: i tragici accadimenti dell'11 settembre non furono la causa di questa politica di riarmo,
che era infatti stata teorizzata negli anni 90 del secolo XX ed avviata molto prima dell'attacco alle torri gemelle.
L'attacco suicida al cuore dell'America seguito dalla piena solidarietà europea nella guerra contro i talibani afgani,
appaiono quindi eventi che vanno considerati fuori dal contesto dell'incurento conflitto economico-politico transatlantico.
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La guerra all'Iraq, invece, è parte ufficiale de il programma dei neocons: la creazione di un Grande Medioriente governato
da regimi amici, esteso dal mediterraneo all'oceano indiano e dal mar Caspio al golfo persico, con centro capitale Bagdad,
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per acquisire il controllo delle residue riserve petrolifere del pianeta.
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La preparazione mediatica alla guerra, inoltre, rappresentava una splendida opportunità per mettere in discussione il ruolo
dell'ONU, ed in particolare dal Consiglio di Sicurezza, e per seminare zizzania fra i paesi dell'Unione Europea. Tutte cose
programmate dai neocons sin dal 1997 e realizzate grazie anche alla complicità di governi europei al corrente, come del
resto tutti, che i piani dei neoconservatori prevedevano la necessità di frenare la crescita politica, economica e
militare dell'Unione Europea.
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La grande svalutazione del dollaro effettuata in questi anni dall'ammistrazione Bush, pur facendo parte di una strategia più
ampia, si inserisce perfettamente nella posizione dichiaratamente antieuropeista dei neocons americani. La irrealistica
quotazione dell'€uro nei confronti del dollaro non è quindi dovuta ad una fase di irrazionalità dei mercati, bensì alla
razionalità di un preciso progetto politico: una guerra economica per mettere in difficoltà l'Unione Europa.
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MINIDOLLARO E MAXIEURO
la guerra delle valute - pagina 1
due presidenti, due quotazioni - pagina 2
il progetto politico dei neoconservatori - pagina 3
attuazione del programma - pagina 4
marte e venere - pagina 5
la grande svalutazione - pagina 6
le scelte per l'investitore - pagina 7
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