Grazie alla sospensione del procedimento di ratifica della Costituzione Europea ed al fallimento del vertice di
Bruxelles sul bilancio dell'Unione Europea per 2007-2013, il mese di giugno 2005 segna il trionfo di coloro i
quali hanno combattuto, e combattono, contro il processo di integrazione politica europea: i neoconservatori
americani, gli euroscettici britannici ed i loro, a volte inconsapevoli, fiancheggiatori.
I neoconservatori americani hanno dichiarato guerra a tutto il mondo: in certi casi, usando mezzi politici ed
economici combinati assieme; in casi estremi, usando mezzi militari veri e propri. Il loro progetto politico,
dichiarato pubblicamente sin dal 1997, è infatti quello di "affermare l'assoluta supremazia morale, politica,
economica e militare degli Stati Uniti sopra il mondo intero" ( vedi: Project for the New American Century -
http://www.newamericancentury.org ).
Per realizzare un progetto tanto ambizioso da sembrare folle, per prima cosa essi naturalmente desiderano
indebolire tutti quei soggetti che potenzialmente potrebbero essere di ostacolo. L'elenco è piuttosto lungo: inizia
con le Nazioni Unite e finisce con Cuba.
L'Unione Europea si trova ai primi posti di tale elenco. I neoconservatori, difatti, hanno dichiarato esplicitamente
nel loro programma "la necessità di frenare lo sviluppo economico, politico e militare dell'Europa". Se
non è una dichiarazione di guerra, poco ci manca.
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L'Unione Europea ha molti nemici, interni ed esterni, palesi ed occulti. Alcuni consapevoli, ed altri inconsapevoli
alleati dei neoconservatori americani. Tutti insieme però vogliono ad ogni costo evitare la formazione di un
soggetto politico europeo, basato su un modello federale vagheggiato già nel secolo XIX dal grande pensatore
politico italiano Giuseppe Mazzini.
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L'Europa come soggetto politico, più che un'ambizione, è una necessità per tutti i paesi europei che, altrimenti,
finirebbero per diventare "il cortile di casa" degli Stati Uniti così come lo sono stati i paesi sudamericani negli
ultimi cento anni. Per non essere stritolate dalla potenza della globalizzazione, le nazioni europee sarebbero
quindi costrette al rango di provincie imperiali americane, all'interno di una zona di libero scambio regolata sul
modello del vecchio Mercato Comune Europeo (MEC), controllata e gestita dal fido proconsole britannico.
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Nelle pagine seguenti, dopo una breve cronistoria degli eventi che hanno portato alla creazione dell'Unione
Europea, vedremo chi sono gli avversari dell'unificazione politica e come hanno agito al fine di provocare la crisi
economica ed istituzionale che al momento ha interrotto il processo di integrazione. Infine, come sempre,
analizzeremo quali potrebbero essere le conseguenze per gli investitori in titoli di tale area.
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