EUROSTALLO
scenari possibili e conseguenze pratiche per gli investitori

LA GUERRA SANTA DEI NEONSERVATORI














in missione per conto di Dio


Dicono che il presidente George W. Bush ed i membri del suo governo siano appasionati e assidui lettori della Bibbia. Lettori assidui ma decisamente distratti, visto che spesso dimenticano tre dei Dieci Comandamenti consegnati a Mosè sul monte Sinai: non usare il nome di Dio per i tuoi scopi vani, non dire falsa testimonianza, non uccidere. Se poi se ne dimentichino anche degli altri, al momento, non è dato di sapere.


Resta il fatto che i neoconservatori si dichiarano in missione per conto di Dio, dei guerrieri del Bene contro le forze del Male. Per questo hanno distrutto Babilonia. Il controllo del medioriente e delle sue risorse energetiche, credeteci, non c'entra: sono illazioni della sinistra più radicale rappresentata dai Kennedy e dai Clinton...


Cosa c'entri la guerra politica ed economica, dichiarata nel 1997 dai politici neoconservatori all'Europa, con la missione affidatagli da Dio in persona, rimane un mistero se non si conoscono le strategie preparate negli anni novanta per "affermare l'assoluta supremazia morale, politica, economica e militare degli Stati Uniti sul mondo intero" (Project for the New American Century - http://www.newamericancentury.org ).


le ragioni di conflitto


Quando con
il trattato di Maastricht del 1992, nasce l'Unione Europea col fine dichiarato di realizzare una vera unità politica, i neoconservatori si mettono subito in allarme. La creazione d'un soggetto geopolitico di quasi mezzo miliardo di persone, libere da bisogni primari e quindi indipendenti nel pensiero, non può che essere di ostacolo a chi sogna di ottenere il primato planetario.

Da qui il progetto di una guerra politica ed economica: "la necessità di frenare lo sviluppo economico, politico e militare dell'Europa", diviene quindi un obbiettivo primario al pari della creazione di un Grande Medioriente con capitale Bagdad. In tal modo i neocons intendevano e intendono assicurarsi: da una parte, il controllo del ricco mercato europeo, e dall'altra il pieno controllo delle fonti energetiche.

Per ottenere il loro scopo, però,  l'Europa deve necessariamente rimanere un gigante economico ma un nano politico, in pratica una zona di libero scambio senza alcun peso nello scacchiere internazionale. L'Unione Europea fa paura, il Mercato Comune Europeo può tornare utile: questa, in estrema sintesi la loro posizione.

il conflitto economico


Nel gennaio del 2001, con l'elezione a presidente di George W. Bush, i neoconservatori vanno al governo e puntualmente incominciano ad attuare il loro programma iniziando a creare difficoltà all'economia europea e seminando la zizzania fra i paesi dell'Unione, in applicazione della classica tecnica del divide et impera.


Mettere in crisi lo sviluppo economico europeo, è stato il primo obbiettivo centrato grazie alla svalutazione del dollaro attuata dall'amministrazione Bush, alla quale la Banca Centrale Europea (BCE) non ha potuto reagire dal momento che non gli erano stati attribuiti altri compiti che il controllo dell'inflazione sul mercato interno.


Curioso il fatto che gli euroscettici che hanno negato alla Banca Centrale Europea maggiori attribuzioni e quindi più vasti poteri di intervento, sono gli stessi che successivamente hanno criticato la BCE per la sua inazione nei confronti dell'eccessivo apprezzamento dell'Euro e della conseguente stagnazione economica europea.


(Per maggiori approfondimenti circa la guerra valutaria, vedi l'articolo minidollaro e supereuro)

il conflitto politico


Se frenare lo sviluppo economico europeo è stato per i neoconservatori un gioco da ragazzi, mettere in crisi lo sviluppo politico richiedeva invece un lavoro più complesso ed articolato. L'appoggio inglese da solo non bastava, bisognava coinvolgere altri governi europei.

La preparazione della guerra all'Iraq - una guerra che come è ormai acclarato è stata motivata con presupposti falsi e pretestuosi - segna l'inizio del conflitto politico euro-americano. Tutti quanti i governanti europei erano a conoscenza dei progetti dei neoconservatori contro l'unità europea e del fatto che il tiranno di Bagdad non rappresentasse un pericolo urgente per il resto del mondo. Eppure, incredibilmente alcuni di essi  si schierarono a favore dell'intervento.

Si schierarono a favore dell'intervento, nonostante le opinioni pubbliche dei loro paesi fossero in larghissima maggioranza contrarie. In quel preciso istante, cadde la maschera che nascondeva la loro vera natura di quinte colonne della politica dei neoconservatori americani contro l'Europa.

Fra questi, l'italiano Berlusconi e lo spagnolo Aznar, incuranti del fatto che entrambi si trovavano a guidare due fra le nazioni più europeiste del continente e che i loro paesi avevano ottenuto dall'unificazione europea grandi benefici. L'Italia, poi, era addirittura fra i sei paesi fondatori. Fosse un conflitto bellico, sarebbe alto tradimento!

Diversa è la posizione di Tony Blair, la Gran Bretagna è contraria all'unificazione europea per tradizione storica ed i suoi cittadini sono in gran parte euroscettici. Così la politica inglese negli ultimi decenni è sempre stata quella di profittare dei vantaggi del mercato comune ma di boicottare in ogni modo l'unità politica.



EUROSTALLO
introduzione  -
pagina 1
dalla CECA alla UE -
pagina 2
neoconservatori -
pagina 3
governi euroscettici - pagina 4
fiancheggiatori -
pagina 5
le scelte per l'investitore - pagina 6







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