EUROSTALLO
scenari possibili e conseguenze pratiche per gli investitori


IL PROBLEMA ECONOMICO

La circostanza che nel medio termine prevalga la visione di una Unione Europea come soggetto politico forte, formato da una federazione di stati democratici, oppure la visione anglo-americana di limitare la sua natura ad una semplice zona di libero scambio senza alcun peso geopolitico nello scacchiere internazionale, non è solo un problema politico, ma anche e soprattutto economico: per questo ce ne occupiamo.

Il mancato compimento dell'unificazione politica europea, difatti, condannerebbe l'Europa all'impotenza di fronte alle grandi sfide della globalizzazione lanciate dalla Cina, dall'India e dagli altri mercati emergenti. Sfide che gli stati europei, presi singolarmente, non sono assolutamente in grado di affrontare.

Il pericolo, quindi, è quello di un declino economico nel quale gli europei dovrebbero accontentarsi delle briciole cadute dal tavolo delle trattative internazionali fra soggetti più forti. L'aggressiva politica monetaria attuata dell'amministrazione Bush, unita all'irresistibile concorrenza cinese, sono solo il preludio di scenari ben più cupi.

L'unificazione politica più che una opportunità è dunque una necessità. Abbandonare il processo di unificazione,
significherebbe di fatto alzare bandiera bianca di fronte agli attacchi concentrici che provengono da occidente come da oriente, accettando di diventare in pratica solamente un mercato di mezzo miliardo di consumatori da sfruttare sino a che avranno abbastanza denari per pagare.

LE SCELTE PER L'INVESTORE

Di fronte a queste prospettive, l'investitore dovrebbe agire seguendo il suo interesse, più che le sue personali convinzioni. E l'interesse dell'investitore, come sempre, è quello di assumere una posizione equilibrata che sia conforme al proprio livello di accettazione del rischio, diversificando al massimo l'impiego dei propri capitali.

Per diversificazione, non si intende soltanto quella fra le diverse tipologie di investimento rappresentate da titoli quotati, ma si intende anche la diversificazione geografica degli impieghi nelle diverse aree geoeconomiche di specifico interesse. Un po' come fanno le multinazionali.

Le grandi multinazionali, grazie alla ramificazione planetaria del loro campo di azione, si pongono al riparo dal rischio di dover subire gravi danni da scenari geopolitici avversi, profittando contemporaneamente delle aree economiche al momento più interessanti.

Grazie agli Index ETF ed ai Fondi di Investimento quotati in borsa, anche il piccolo investitore può agire in modo analogo. Mentre quello medio, potrà intervenire anche su singoli titoli di suo gradimento. Noi, da parte nostra, in armonia con quella che è la nostra filosofia e quelle che sono le nostre scelte, possiamo solo offrirvi i mezzi per conoscere, ma le decisioni finali spettano solamente a voi.

NOTA IMPORTANTE

Come illustrato ne le nostre scelte, il nostro sito si occupa esclusivamente di valori quotati nei mercati americani ma non necessariamente di titoli americani. Anzi, grande attenzione viene dedicata sia ai titoli internazionali che sono quotati con il sistema ADR, sia ai mercati internazionali nei quali si può investire tramite Index ETF oppure attraverso Closed-end Funds.
La nostra dunque è una scelta di natura pragmatica, in quanto i mercati finanziari americani rappresentano il mercato più liquido, più concorrenziale e più trasparente che esista al mondo.  Quindi, volendo operare, meglio usare il sistema operativo più funzionale. Il nostro intento è infatti quello di ragionare in termini globali, usando i mercati americani come tramite, non di occuparci solo di titoli americani.


ASPETTI VALUTARI


Chi usa valute diverse dal dollaro, ad esempio l'euro, e non è avvezzo a ragionare in termini globali, può ritenere la scelta dei mercati americani più rischiosa a causa delle fluttuazioni valutarie.

In realtà si tratta di un problema solo apparente per chi si limita ad investire in titoli che, pur essendo quotati in America, appartengono alla propria zona economica e valutaria. La quotazione dei valori internazionali - rappresentati da ADR, Index ETF e Closed-end Funds - tiene infatti conto sia delle quotazioni nei vari mercati nazionali sia della quotazione delle singole valute.


ESEMPIO

Avete investito 2000 dollari, comperando al NYSE 200 ADR Allianz (quotati al Nyse, Symbol AZ ) al prezzo unitario di 10$
Successivamente al vostro acquisto, nell'ipotesi che la quotazione in euro dell'Allianz alla Deutsche Börse resti invariata,
se il dollaro scende rispetto all'euro del 10%, l'Allianz al NYSE varrà 11$
se il dollaro invece si apprezza sull'euro del 10%, l'Allianz al NYSE varrà 9$
Ma il valore del vostro investimento in termini di euro non è cambiato.



Per chi ragiona in termini globali, invece, l'uso di un unica valuta è quanto di più pratico esista: immaginate la difficoltà di dover gestire un portafoglio azionario in cui la quotazione dei singoli titoli è espressa in dollari, euro, fanchi svizzeri, pesos, real, rand, renmimbi
, rubli, rupie, sterline, yen, etc. Questo, senza contare i grandi costi e la difficoltà ad intervenire nei singoli mercati nazionali.


Un vantaggio aggiuntivo deriva poi dal fatto che, se quotate nei mercati americani, le società devono sottostare a regole di correttezza e trasparenza che altrove non trovano riscontro. Tanto che, se un azienda di dimensioni transnazionali non è quotata anche in america, può nascere il sospetto che rinunci per non sottostare a delle regole che, in seguito agli scandali Worldcom ed Enron, sono diventate ancora più severe: per Bernie Ebbers, responsabile del dissesto Worldcom, sono stati chiesti 85 anni di carcere!


EUROSTALLO
introduzione  -
pagina 1
dalla CECA alla UE -
pagina 2
neoconservatori -
pagina 3
governi euroscettici - pagina 4
fiancheggiatori -
pagina 5
le scelte per l'investitore -
pagina 6



prima pagina

pagina precedente