Le elezioni politiche sudamericane del 2006, che hanno visto la vittoria di Michelle Bachelet in Cile e soprattutto
la riconfema Ignazio Lula Da Silva in Brasile, hanno avuto l'effetto di imprimere una accelerazione al processo di
integrazione. Alle due istituzioni rappresentative provvisorie, il Consiglio dei Capi di Stato e il Consiglio dei
Ministri degli Esteri, dovrebbe infatti presto aggiungersi una Banca Centrale Sudamericana con sede a Brasilia.
Il 23 maggio 2008, a Brasilia, i capi di stato e di governo dei 12 paesi dell'America Latina hanno firmato l'atto
costitutivo dell'organizzazione che punta a presentarsi con una sola voce sullo scacchiere mondiale e a
realizzare un comune Consiglio di difesa. All'Unione hanno aderito tutti gli stati del continente: Argentina, Bolivia,
Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Guyana, Paraguay, Perú, Suriname, Uruguay e Venezuela.
Entusiasta il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. "Quello che sembrava impossibile, si è realizzato.
Alla faccia degli scettici, il Sudamerica è piú integrato che mai. Il motto su cui si fonda la nuova entità sovra-
nazionale è ambizioso: un mondo senza imperialismo nè colonialismo.
I progetti comuni per le infrastrutture, intanto, stanno sviluppando la Carretera Interoceánica, una autostrada
che dal 2009 collegherà la sponda atlantica brasiliana con quella pacifica del Perù, attraversando il territorio
boliviano. Per quanto invece riguarda l'energia, è in attuazione la costruzione di un gasdotto che soddisferà il
fabbisogno di Argentina. Brasile, Cile, Paraguay e Uraguay sfruttando il gas naturale estratto in Perù, mentre dal
Venezuela partirà un oleodotto per far arrivare il petrolio venezuelano sino in Argentina.
Se all'interno del gruppo dei dodici la buona volontà di integrazione sembra non creare problemi, in politica
estera viceversa i problemi esistono. Questi sono rappresentati da una parte dagli Stati Uniti che vedono come
il fumo negli occhi la nascita di un nuovo importante soggetto economico e politico in quello che un tempo veniva
considerato "l'orto di casa", dall'altra la politica radicale di Chavez che rischia spesso di mettere in un grave
imbarazzo i suoi partner, i quali sognano una Unione Sudamericana che prenda a modello l'Unione Europea,
non certo Cuba. Tuttavia, sino a che a sostenere il progetto latinoamericano vi sarà il pragmatismo cinese (che
ha anche largamente contribuito a risanare i bilanci statali di molte nazioni) pericoli in tal senso non sussistono.
Per supremo paradosso della Storia è uno degli ultimi paesi dichiaratamente comunisti al mondo a preservare
la America Latina dalla diffusione del socialismo reale!
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