PRIMAVERA LATINA
scenari possibili e conseguenze pratiche per gli investitori

Unione Sudamericana

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Le elezioni politiche sudamericane del 2006, che hanno visto la vittoria di Michelle Bachelet in Cile e soprattutto la riconfema Ignazio Lula Da Silva in Brasile, hanno avuto l'effetto di imprimere una accelerazione al processo di integrazione. Alle due istituzioni rappresentative provvisorie, il Consiglio dei Capi di Stato e il Consiglio dei Ministri degli Esteri, dovrebbe infatti presto aggiungersi una Banca Centrale Sudamericana con sede a Brasilia.

I progetti comuni per le
infrastrutture, intanto, stanno sviluppando la Carretera Interoceánica, una autostrada che dal 2009 collegherà la sponda atlantica brasiliana con quella pacifica del Perù, attraversando il territorio boliviano. Per quanto invece riguarda l'energia, è in attuazione la costruzione di un gasdotto che soddisferà il fabbisogno di Argentina. Brasile, Cile, Paraguay e Uraguay sfruttando il gas naturale estratto in Perù, mentre dal Venezuela partirà un oleodotto per far arrivare il petrolio venezuelano sino in Argentina.


Se all'interno del gruppo dei dodici la buona volontà di integrazione sembra non creare problemi, in politica estera viceversa i problemi esistono. Questi sono rappresentati da una parte dagli Stati Uniti che vedono come il fumo negli occhi la nascita di un nuovo importante soggetto economico e politico in quello che un tempo veniva considerato "l'orto di casa", dall'altra
la politica radicale di Chavez che rischia spesso di mettere in un grave imbarazzo i suoi partner, i quali sognano una Unione Sudamericana che prenda a modello l'Unione Europea, non certo Cuba. Tuttavia, sino a che a sostenere il progetto latinoamericano vi sarà il pragmatismo cinese (che ha anche largamente contribuito a risanare i bilanci statali di molte nazioni) pericoli in tal senso non sussistono. Per supremo paradosso della Storia è uno degli ultimi paesi dichiaratamente comunisti al mondo a preservare la America Latina dalla diffusione del socialismo reale!




PRIMAVERA LATINA

Simon Bolivar al WTO  - pagina 1
la nascita del nuovo corso - pagina 2
l'Unione Sudamericana -
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la strategia cinese - pagina 4
per chi vuole investire - pagina 5

Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia,
Ecuador, Guyana, Paraguay, Perù, Suriname,
Uruguay e Venezuela, riuniti in un vertice
tenutosi in Perù a Cochabamba nel dicembre 2006,
hanno avviato la creazione di una
Comunità Sudamericana delle Nazioni (CASA),
un progetto di integrazione economica
che ha come obbiettivo finale dichiarato
la costituzione di un soggetto politico:
l'
Unione Sudamericana delle Nazioni.

I dodici paesi paesi partecipanti, ai quali si affiancano come osservatori Messico, Nicaragua e Panama, intendono non solo eliminare progressivamente
tutti i dazi doganali per i prodotti comuni;
ma anche coordinare le loro politiche
 in campo diplomatico, energetico, agricolo,
scientifico, sociale e culturale.

Inoltre è prevista la creazione di
un Parlamento comune,
una moneta unica
ed un passaporto unico.

Tale ambizioso progetto di integrazione,
palesemente ispirato a quello europeo,
trova le sue radici nella Declaración de Cusco;

alla quale seguì la nascita di una unione doganale
fra i paesi del Mercosur e quelli della Comunità Andina,
entrata in vigore nell'aprile 2004.