PRIMAVERA LATINA
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L'America Latina sta cercando da anni di avviare un processo di integrazione economica che la emancipi dalla tutela statunitense. Due sono i nuclei originali di aggregazione: il Mercosur, il mercato comune fra Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay; ed il Can, la Comunità Andina delle Nazioni composta da Bolivia, Colombia, Equador, Perù e Venezuela.

A partire dall'aprile 2004, è entrata in vigore una unione doganale fra i paesi del Mercosur e quelli del Can, con la conseguente attivazione di
un mercato comune di 350 milioni di abitanti. La possibilità di una piena integrazione economica, e in un termine non troppo lontano anche politica, fra i paesi latinoamericani, sull'esempio del processo di unificazione europea, non viene però certo vista di buon occhio da Washington.

Gli Stati Uniti, infatti, preferirebbero invece la creazione di una semplice Area di libero scambio delle Americhe (ALCA) nella quale mantenere la propria posizione dominante. Curiosa, anche in questo caso, l'analogia con la politica dei neoconservatori americani nei confronti del processo di unificazione europea. Per approfondire, vedi l'articolo Eurostallo che riferisce gli avvenimenti del maggio 2005.


Dopo il fallimento del golpe militare del 2001 contro il presidente venezuelano Hugo Chavez, la ruota della storia ha però ricominciato a girare. L'elezione del riformista Ignazio Lula Da Silva in Brasile e del nuovo presidente argentino Nestor Kirchner hanno impresso al processo di integrazione del continente sudamericano una fase di forte accelerazione. Il grande sogno di Simon Bolivar - l'unificazione dell'America Latina - riprende vita.

Nucleo forte di questo processo è il Brasile, non solo per il suo maggior peso politico ed economico nell'area, ma anche e soprattutto per l'alleanza geoeconomica stretta con Russia, India e Cina, che comunemente viene indicata con l'acronimo
BRIC, dalle iniziali dei quattro paesi.

Il formidabile triangolo eurasiatico costituito da Cina, India e Russia, oggi può infatti costituire un valido punto di appoggio politico e finanziario al processo di unificazione latinoamericana.  Dal punto di vista finanziario, che è poi quello che a noi più interessa, l'intervento cinese in sudamerica negli ultimi tempi è in costante aumento e favorisce in maniera determinante la crescita economica dell'area. Persino la disastrata economia argentina, ha ritrovato in breve la via del risanamento e della crescita economica, con tassi di sviluppo da tigre asiatica.

Nel 2006, Brasile e Argentina hanno saldato ogni pendenza con il Fondo Monetario Internazionale (FMI), liberandosi così dai suoi pesanti condizionamenti. Nello stesso anno, Ignazio Lula Da Silva e Nestor Kirchner hanno parlato del progetto di una moneta unica per Brasile e Argentina, come nucleo forte in grado di attirare anche per le altre realtà economiche sudamericane. Sempre nel 2006, è iniziata la realizzazione di un collegamento con il Venezuela per le forniture di petrolio e con il Perù per quelle di gas naturale...




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