la stategia di espansione internazionale

John A. Thain, presidente del New York Stock Exchange, ha esplicitamente dichiarato che una delle principali ragioni della fusione con Archipelago e della quotazione del NYSE Group Inc è quella di creare un mercato finanziario globale integrato, capace di poter funzionare 24 ore al giorno in maniera tale da coprire tutti i fusi orari del pianeta. Nei progetti del NYSE, infatti, figura l'acquisizione di una borsa europea ed una asiatica da incorporare nel NYSE Group Inc.

Quali possano essere le possibili prede, è già oggetto di speculazione da parte degli osservatori. La nostra opinione personale è che,
per quanto concerne l'Europa, l'obbiettivo si restringa a tre nomi: Deutsche Börse, Euronext e London Stock Exchange, escludendo quindi mercati minori inadeguati allo scopo prefisso. Il vero oggetto del desiderio, secondo i più, sarebbe il London Stock Exchange, non solo per l'indiscusso prestigio della Borsa londinese, ma anche e soprattutto per le maggiori affinità culturali ed operative che legano questo mercato al NYSE, dove fra l'altro sono quotate tutte le principali blue chips inglesi.

Negli ultimi anni il London Stock Exchange è stato più volte oggetto di tentativi di acquisizione. Ci hanno provato con scarso successo gli svedesi della OMX - il gruppo nordico che unisce le Borse di Copenaghen, Helsinki, Riga, Stoccolma, Tallinn e Vilnius - come senza esito è stato il tentativo dei tedeschi di  Deutsche Börse. Ci ha fatto un pensiero anche la Borsa paneuropea Euronext, senza peraltro dar seguito al progetto. Una offerta è pervenuta persino dalla lontana Australia, senza tuttavia alcuna speranza di addivenire ad una conclusione.

Nel caso del NYSE Group Inc. le cose potrebbero però andare molto diversamente, d'altra parte un asse fra Londra e New York appare più naturale che una alleanza fra Londra e Stoccolma. Mentre, per i membri del London Stock Exchange, l'essere integrati nel NYSE Group Inc. non apparirebbe né una rivoluzione né tanto meno una
diminutio. Le fondamenta dell'affare, insomma, ci sono e sono solide.

Per quanto riguarda l'Asia, escludendo mercati indisponibili per ragioni politiche di nazionalismo finanziario, come ad esempio il Giappone, la scelta sembra essere limitata a due sole borse che risponderebbero ai requisiti richiesti:
Hong Kong Stock Exchange e Singapore Stock Exhange. La nostra opinione, che vale in quanto tale, è che la soluzione migliore sarebbe la scelta di Hong Kong, sempre che anche qui non ci si metta di mezzo la politica...

Il Singapore Stock Exchange, tuttavia, non sarebbe affatto una soluzione di ripiego. Si tratta infatti di un mercato efficiente e ben organizzato, che gode di ottima fama a livello mondiale. Hong Kong, però, sarebbe l'ideale per tutta una serie di motivi, non ultimo lo strettissimo rapporto con il sistema finanziario cinese.






Introduzione - pagina 1
NYSE prima della fusione - pagina 2
NYSE dopo la fusione - pagina 3
La strategia interna - pagina 4
Le prospettive globali -
pagina 5
Riflessioni per l'investitore - pagina 6

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