Gli Stati Uniti e la Cina non sono amici. Sono rivali sia a livello geopolitico che economico. Sono però rivali che,
per necessità, sono costretti ad intendersi. Per entrambi, infatti, la crescita economica, più che una aspirazione,
è una necessità. L'ipotesi di una recessione mondiale, non è nella loro agenda.
Gli Stati Uniti hanno l'esigenza di far fronte all'immane disavanzo pubblico creato dall'amministrazione Bush che,
per essere finanziato, necessita di una espansione economica continua e di forti flussi di investimenti esteri. La
Cina, che invece ha i conti pubblici in ottima salute, ha il problema di ridurre gli squilibri fra città evolute e zone
rurali arretrate, al fine di evitare tensioni politiche e sociali dagli sbocchi imprevedibili.
Per il futuro prossimo, quindi, entrambi i paesi dovranno continuare a collaborare molto strettamente: la Cina
finanziando il debito pubblico degli Stati Uniti e gli Stati Uniti accettando di importare prodotti cinesi senza far
leva su misure protezionistiche. In campo monetario, la Cina permetterà una progressiva rivalutazione della sua
moneta (chiamata yuan ma anche renminbi) e terrà i tassi reali negativi mentre gli Stati Uniti manterrano i tassi
di interesse ad un livello tale da ben remunerare i finanziamenti ricevuti.
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