CINA & USA
intesa obbligatoriamente cordiale




















la politica comerciale


Nella sua recente visita in America,  il presidente cinese Hu Jintao ha incontrato alla Casa Bianca George W. Bush, soltamente dopo aver dato una tangibile prova della buona volontà cinese nel mantenere ottime relazioni economiche fra i due paesi. Una scelta, per così dire, obbligata; dato l'enorme surplus commerciale cinese.


Il 18 aprile 2006, il presidente cinese era stato a cena dal fondatore della Microsoft  Bill Gates, dove ha siglato accordi contro la pirateria informatica: «La Cina e' impegnata e ha gia' ottenuto molto nel varo e nella applica- zione di leggi che proteggono la proprieta' intellettuale, prendiamo le nostre promesse molto sul serio». All'inizio di aprile, Pechino aveva dato ordine di  di pre-installare software originale su tutti i computer, ordine che ha costretto il gigante informatico Lenovo ad acquistare dalla Microsoft software per 1,2 miliardi di dollari.

Il 19 aprile 2006. il presidente cinese Hu Jintao, parlando ai dipendenti di una fabbrica della
Boeing nello Stato di Washington, ha dichiarato che i rapporti tra la Cina e la Boeing sono l'esempio di «una situazione dove tutti escono vincitori». Pechino ha appena ordinato 80 velivoli alla Boeing per un valore di oltre 5 miliardi di dollari ma il presidente cinese Hu Jintao ha ricordato che «nei prossimi 15 anni avremo bisogno di altri duemila velivoli e questo indica che i rapporti tra la Cina e la Boeing hanno un brillante futuro»


Il  20 aprile 2006, finalmente, incontro con il presidente americano George W. Bush.


Membri del Congresso Usa avevano sollecitato il presidente Bush a essere più aggressivo nelle sue richieste alla Cina di rispettare i diritti umani e la libertà di religione, così i responsabili della sicurezza hanno dato un pass ad una anziana dissidente cinese che ha urlato insulti a Hu Jintao, durante una conferenza stampa svoltasi nel giardino della Casa Bianca. Un colpo di teatro per far contenti i falchi più agguerriti.

Hu Jintao è stato al gioco. Non ha reagito citando Abu Graib, Falluja, Guantanamo e le prigioni segrete della CIA dove si pratica sistematicamente la tortura: ha continuato a sorridere. D'altra parte, il presidente cinese, di ragioni per sorridere ne ha molte: la Cina, infatti, vanta un surplus della bilancia commerciale verso gli Stati Uniti di ben 200 miliardi di dollari nel solo 2005, inoltre è il maggior creditore del debito pubblico USA ed è il paese che ospita il più alto ammontare di investimenti privati americani.


George W. Bush, abituato a trattare con la sicumera sprezzante di chi è ben conscio di essere a capo di una iperpotenza planetaria, si è trovato quindi in una sgradevole posizione di debolezza rispetto al suo omologo cinese che, sempre sorridendo, gli ha recato in dono il libro di Sun Tzu - L'arte della guerra - dove sta scritto che il miglior modo di vincere un conflitto è quello di evitarlo.

Finiti i convenevoli, George W. Bush è arrivato subito al sodo. Ma, di fatto, ha dovuto prendere atto della impos- sibilità di ottenere progressi sulle maggiori questioni economiche e di politica internazionale sulle quali si con- frontano, non senza grandi divergenze, le due potenze mondiali. Rimane l'
intesa cordiale: la Cina continuerà a finanziare il debito pubblico degli Stati Uniti e contribuirà a diminuire il proprio surplus commerciale acquisendo beni negli USA se gli USA continueranno ad importare prodotti cinesi senza far leva su misure protezionistiche. Di più, realisticamente, non si poteva sperare.


CINA & USA
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