CINA & USA
rivali, necessariamente cordiali



















le risorse naturali


Dopo il problema del deficit commerciale americano nei confronti della Cina, illustrato nella pagina precedente, una seconda e forse più importante questione riguarda le risorse naturali: beni, che come è noto, non sono certo illimitati. Questo crea una ulteriore
occasione di attrito, essendo i due interessi nazionali in concorrenza.

Non è un segreto che la Cina che gli Stati Uniti siano alla continua ricerca di
idrocarburi in in tutto quanto il mondo. La Cina pagando e gli USA, talvolta, anche sparando. La tumultuosa crescita dell'economia cinese necessita inoltre di grandi quantità di metalli industriali che, a causa dell'eccesso di domanda, hanno subito strepitosi rialzi nei prezzi, danneggiando indirettamente l'industria manifatturiera americana.

Le strategie di politica internazionale di Cina e USA, per garantirsi il controllo e lo sfruttamento della maggior quantità possibile di tali indispensabili risorse, sono molto diverse fra loro. Quella degli Stati Uniti prevede un mondo dominato da una unica ed indiscussa iperpotenza, quella cinese punta invece ad un modello multipolare basato su alleanze ed aggregazioni, per così dire, a geometria variabile.

la strategia americana


La strategia dell'aministrazione Bush si basa sul tentativo di realizzare il vecchio programma ideato dai neo conservatori nei primi anni novanta e reso pubblico nel 1997:

1) affermare l'assoluta supremazia morale, politica, economica e militare degli Stati Uniti sul mondo intero.
2) liberarsi dei vincoli imposti dal ruolo dell'Onu, in particolare dal Consiglio di Sicurezza.
3) impostare le relazioni internazionali su trattati bilaterali, in maniera da avere il maggior peso contrattuale possibile.
4) frenare la crescita politica, economica e militare dell'Unione Europea.
5) creare un Grande Medioriente retto da regimi amici, con centro capitale Bagdad, esteso dal mediterraneo all'oceano indiano e dal mar Caspio al golfo persico, al fine di controllare una regione con le maggiori riserve energetiche del pianeta

(http://www.newamericancentury.org)


Il rallentamento del processo di integrazione politica europea avvenuto nel corso del 2005 (vedi nostro articolo: Eurostallo) è stato l'unico successo di tale ambizioso programma.

Per quanto riguarda il Grande Medioriente: dopo che la guerra in Iraq ha aperto vere e proprie voragini nei conti pubblici americani lasciati in forte attivo dall'amministrazione Clinton, pensare ad una guerra per conquistare l'Iran sembra oggi pura follia. Questo, anche senza tenere conto del permanere di una difficile situazione in Iraq.

Quanto poi alla delegittimazione dell'ONU, lo scandalo Oil for Food è capitato come il cacio sui maccheroni, ma non ha sortito l'effetto sperato. Ma il vero totale fallimento riguarda il punto riguardante la necessità di impostare le relazioni internazionali su trattati bilaterali, in maniera da avere il maggior peso contrattuale possibile.


la strategia cinese


Di fronte all'aggressiva politica dei neoconservatori, che dichiarano esplicitamente di mirare a dominare il mondo intero, sono nate nuove alleanze ed aggregazioni volte ad evitare la nascita di un mondo unipolare. Ad ogni azione, corrisponde sempre una reazione. Tali alleanze sono soprattutto economiche, ma il loro significato geopolitico è inequivocabile:
impedire la nascita di un mondo dominato da un solo soggetto.

Al centro di tutte queste aggregazioni troviamo sempre e comunque la Cina, che sta allargando la sua sfera di influenza economica (ed anche politica) a livello planetario, attraverso
accordi economici strategici siglati anche grazie ad una politica di non ingerenza nei problemi di politica interna degli altri stati. Alla visione, per così dire messianica, dei neoconservatori americani si oppone quindi un sano pragmatismo anglosassone che, sublime ironia della storia, oggi viene applicato da cinesi.


CINA & USA
introduzione -
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poltica commerciale - pagina 2
politica monetaria  - pagina 3
petrolio e materie prime -
pagina 4
geopolitica cinese - pagina 5
  riflessioni per l'investitore - pagina 6




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