Il fatto che la Cina sia diventata in pochi anni la potenza economica mondiale di riferimento è un dato oramai
acquisito; il fatto che la sua strategia di relazioni politiche soft la stia portando a divenire un gigante geopolitico,
invece, non sembra ancora essere percepito da tutti nella sua interezza.
Tale circostanza fa sì che molti considerino ancora i titoli di società cinesi come titoli, per così dire, esotici. Non
così, ovviamente, la pensano i grandi investitori multinazionali da Goldman Sachs a Warren Buffet, da Bank of
New York ad Allianz, che hanno investito e stanno investendo dollari a decine di miliardi.
I piccoli investitori possono investire in società cinesi quotate a Wall Street con il sistema ADR, con la garanzia
di agire nel mercato più liquido e più trasparente che esista al mondo, dedicando una frazione del proprio capi-
tale, in un'ottica di diversificazione geografica del proprio portafoglio azionario.
La nostra opinione - che vale solo in quanto tale - è che la diversificazione di un portafoglio azionario a rischio
medio dovrebbe prevedere un 70% del capitale investito in titoli dei paesi più industrializzati - Stati Uniti, Unione
Europea, Giappone - ed un 30% riservato ai mercati emergenti.
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Vale a dire nei quattro paesi che formano il nucleo dell'alleanza geoeconomica chiamata con l'acronimo BRIC:
Brasile, Russia, India e Cina. Per chi è interessato a conoscere tutte le azioni, gli Index ETF e i Closed-end
Funds, quotati a Wall Street, di questi quattro paesi, seguono i links alle nostre pagine dedicate dove trovare
tutte le informazioni utili, comprese delle sintetiche schede paese:
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