i potenti a congresso















sicurezza energetica ed ambiente


Prima dell'improvviso precipitare della crisi mediorientale, il tema centrale sel summit tenuto a San Pietroburgo dagli otto Paesi più industrializzati del mondo avrebbe dovuto essere quello dell'energia. Questione su cui non è stato possibile neppure un accordo di facciata. Nel documento finale sulla  sicurezza energetica globale emer- gono infatti le divisioni esistenti in tema di energia nucleare e cambiamenti climatici fra le principali economie.

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Riconosciamo che i membri del G8 seguono strade differenti per ottenere la sicurezza energetica e gli obiettivi della protezione climatica. Coloro fra noi che hanno o stanno considerando piani legati all'uso o allo sviluppo di energia nucleare sicura credono che questo sviluppo contribuirà alla sicurezza energetica globale, riducendo simultaneamente il danno dell'inquinamento atmosferico e rispondendo alle sfide del cambiamento climatico".

Secondo i favorevoli, il nucleare civile non produce effetto serra e viene presentato come una buona soluzione per proteggere il clima rispondendo al tempo stesso alle esigenze energetiche. I critici, viceversa, dicono che non esistono soluzioni sicure per lo smaltimento dei rifiuti nucleari. Inoltre, sostengono che le centrali nucleari sono vulnerabili ad attacchi terroristici e innescano un aumento dei rischi di proliferazione delle armi atomiche.

La formula di compromesso è dovuta al «no» italiano e tedesco allo sviluppo dell'energia nucleare. Mentre Stati Uniti e Russia in possesso le tecnologie più convenienti necessarie allo sviluppo, sono favorevoli pensando alle ricchissime commesse che potrebbero venire da alcuni paesi asiatici, in primo luogo Cina e India.

Di energie pulite e rinnovabili, come idrogeno, solare ed eolico, non si è parlato. Ma
Il presidente francese Jacques Chirac ha proposto l'istituzione di una nuova organizzazione Onu per la salvaguardia ambientale e, citando le conclusioni unanimi di numerosi studi in materia, ha dichiarato:


"L'umanità sta danzando sul bordo di un vulcano: il riscaldamento globale del pianeta rischia di varcare la soglia di non ritorno ed è quindi nostro dovere agire, davanti ai nostri concittadini, davanti all'umanità tutta, davanti alle generazioni future, che rischiano di pagare carissimo l'attendismo di alcuni, oggi".




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In soli dieci anni, dal 1992 al 2002,
le emissioni di anidride carbonica,
il più noto fra i gas che creano l'effetto serra,
sono aumentate del 15%,
raggiungedo i 24 milioni di tonnellate.
A lanciare l'allarme non è un gruppo ecologista,
ma uno studio della Banca Mondiale.
Ricordiamo che il presidente Bush
si rifiuta di applicare il trattato di Kyoto.