i potenti a congresso
















conclusioni


Il G8 ha naturalmente esaminato anche lo stato dell'economia mondiale, giungendo alla confortante conclusione che "
la crescita economica rimane forte e ha basi solide, pur in presenza di prezzi dell'energia alti e volatili". Una certa preoccupazione è stata espressa solo per le possibili tentazioni protezionistiche da parte di alcuni paesi membri.


E' stata anche adottata una apposita dichiarazione sul commercio dove si invitano con forza tutte le parti a fare in modo che si arrivi ad una positiva conclusione del cosiddetto Doha Round entro il 2006. Ricordiamo che, il nodo principale da sciogliere in tale sede, riguarda i sussidi all'agricoltura da parte dei paesi più ricchi. Sussidi che pongono fuori mercato i produttori dei paesi in via di sviluppo, danneggiando quindi anche i consumatori dei paesi industrializzati.

Gli otto grandi hanno anche rinnovato il loro impegno ad intensificare gli sforzi per combattere i fenomeni di
pirateria e contraffazione ed hanno anche denunciato la seria minaccia posta dalla corruzione nella pubblica amministrazione. Naturalmente, non sono mancate le dichiarazioni di principio sui crescenti squilibri fra paesi ricchi e poveri. In conclusione, molto fumo e poco arrosto...


possibile ampliamento

La Russia sarebbe più che favorevole ad allargare il "club dei potenti" a Brasile, India e Cina, vale a dire le potenze economiche con le quali dal 2003 ha stretto una potente alleanza economica denominata BRIC, facendo nascere così un G11. Altri vorrebbero addirittura un G13 che includa anche il Messico e il Sudafrica. Ma la germania di Angela Merkel frena, dichiarandosi contraria ad ogni allargamento.

Non dubitiamo che Angela Merkel abbia le sue buone ragioni, certo che immaginare un club dei potenti senza la Cina a noi appare quantomeno bizzarro. Ed anche India e Brasile non dovrebbero mancare. La prossima riunione del G8, però, si terrà in Germania, per cui sarà molto difficile un allargamento in tempi brevi.

dove investire


La prospettiva dell'allargamento però è concreta e non può che apportare benefici, in particolare alle borse dei paesi interessati. Come abbiamo affermato altre volte, in un'ottica di
diversificazione geografica del proprio portafoglio azionario, la nostra opinione è che un portafoglio azionario a rischio medio dovrebbe prevedere un 70% del capitale investito in titoli dei paesi più industrializzati - Stati Uniti, Unione Europea, Giappone - ed un buon 30% riservato ai mercati emergenti.


Fra questi, naturalmente,  i candidati ad entrare nel "club dei potenti" sono favoriti. Ad ogni modo, nel caso lo riteniate opportuno, nella nostra
sezione ADR troverete tutte le azioni internazionali, gli ETF e i fondi dedicati, quotati a Wall Street.
Grazie al sistema ADR, infatti, è possibile investire in titoli di tutto il mondo, agendo nel mercato più liquido, più concorrenziale e più trasparente che esista.

Il tutto facendo riferimento ad un solo mercato, ad un solo broker e ad una sola valuta, con gran risparmio di tempo e di denaro. Immaginate la difficoltà di dover gestire un portafoglio azionario in cui la quotazione dei singoli titoli è espressa in dollari, euro,  franchi svizzeri, pesos, real, rand, renmimbi
, rubli, rupie, sterline e yen!



G8
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