La maggior parte degli investimenti nelle società specializzate nelle tecnologie per lo sfruttamento delle energie
rinnovabili, sono in realtà delle scommesse sul futuro. Ragion per cui la parte di un portafoglio azionario a
rischio medio dedicata a società specializzate nelle tecnologie per lo sfruttamento delle energie rinnovabili
dovrebbe essere intorno al 2% del capitale investito, ed in ogni caso non superare mai il 5% dell'investimento.
Un pò come fanno le grandi multinazionali - da General Electric a BP British Petroleum - che investono miliardi
di dollari nel settore delle energie rinnovabili, ma sempre in maniera calibrata.
Chi non ha tempo, voglia o capitali sufficienti ad effettuare una doverosa diversificazione della diversificazione,
può agire tramite Index ETF oppure Closed-end Funds. Attualmente, però, l'unico prodotto quotato disponibile è
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WilderHill Clean Energy
Index ETF emesso da PowerShares Capital Management
quotato all'Amex, Symbol PBW
Titolo che replica l'andamento del WilderHill Clean Energy Index,
che include valori di società che operano nel campo dell'energia pulita e rinnovabile:
tecnologie dell'idrogeno ma anche energia solare, idroelettrica, geotermica ed eolica.
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