Date le premesse geopolitiche, l'accordo Bush/Putin dell'aprile 2006 con il cointeressamento di Cina e India, si
può dire che il rilancio dell'energia nucleare su scala planetaria è già iniziato. Gli interessi in gioco sono
troppi per prevedere repentine inversioni di rotta. D'altra parte, va segnalato come negli ultimi quattro anni il
prezzo dell'uranio sia aumentato dell'850%, segno evidente di un insider trading piuttosto spinto. Nonostante ciò
il futuro dell'industria estrattiva specializzata sembra roseo, in una prospettiva di medio e lungo periodo:
le centrali nucleari non si montano e si smontano certo dall'oggi al domani! Di conseguenza, in un portafoglio di
investimenti azionari ben diversificato, potrebbero trovare posto anche titoli di società minerarie uranifere. |
|
|
|
|
|
scelte alternative |
Rio Tinto |
Cameco |
BHP Billiton |
Fronteer |
U.S. Energy Corp. |
Uranerz Energy Corp. |