Tutto quanto descritto ed ipotizzato nelle pagine seguenti si basa sull'attitudine orientale di programmare ogni
cosa nei dettagli a lungo termine. Come è noto, infatti, gli orientali in generale ed i cinesi in particolare usano
progettare piani da svilupparsi su scadenze inconcepibili per noi occidentali che - nel migliore dei casi -
ragioniamo in termini di anni. I cinesi, invece, ragionano a decadi.
E proprio quest'anno scade il trentennale di quel processo riformatore, iniziato timidamente e quasi in sordina
nel 1978, che nel tempo ha prodotto risultati tali da risultare fonte di meraviglia per il mondo. Nella nostra
personalissima visione, quindi si sta chiudendo un ciclo trentennale e sta per iniziarne uno nuovo.
Il primo ciclo trentennale (1948 -1978) segna la fine dell'autorità imperiale, la costituzione della Repubblica
Popolare Cinese e quindi il progressivo consolidarsi di un regime oligarchico che non sostituirà Mao Tse-Tung
con un nuovo "imperatore rosso", pur continuando ad utilizzare l'ideologia marxista in maniera strumentale per
legittimare e quindi conservare il proprio potere. Un passaggio politico, quindi, dall'autocrazia all'oligarchia.
Il secondo ciclo trentennale (1978 - 2008) è un piccolo capolavoro di equilibrismo nel quale si afferma una
una scommessa apparentemente impossibile: conciliare le libertà economiche con un regime di ispirazione
marxista. La vecchia classe oligarchica, ufficialmente ancora comunista, è riuscita infatti a conservare intatto il
proprio potere; pur permettendo al paese di abbracciare progressivamente una economia di mercato che ha
portato il paese ai risultati di crescita e modernizzazione che tutti conosciamo.
Il terzo ciclo trentennale (2008 - 2038) è quello che cercheremo di ipotizzare sulla base di numerosi segnali
che, proprio in concomitanza con la fine del secondo ciclo, stanno emergendo in maniera sempre più esplicita.
Problemi economici, politici e geopolitici che verranno affrontati e probabilmente risolti cercando come sempre
di agire con lungimiranza, metodo e pazienza.
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Il terzo piano trentennale si svilupperà naturalmente sia nel campo geopolitico che in quello più strettamente di
politica interna. Le future azioni del governo cinese non saranno ovviamente prive di conseguenze per i futuri
equilbri planetari e (circostanza che a noi più interessa) per tutta l'economia mondiale.
Nel campo geopolitico la strategia cinese è duplice: da una parte intrecciare rapporti economici sempre più
stringenti con la iperpotenza americana, al fine di rendergli controproducente qualsiasi atto di vera ostilità;
dall'altra sviluppare e mantenere relazioni economiche sempre più intense con una vastissima rete di paesi, se
non amici, quantomeno per ragioni di proprio interesse non ostili. Il tutto, come spiegato in questa pagina, in una
ottica di difesa da un mondo esterno vissuto dalla millenaria civiltà cinese come un universo minaccioso.
Nel campo politico interno la strategia cinese è finalizzata ad evitare che le contraddizioni interne del sistema
esplodano, travolgendo la classe politica al potere magari anche con mezzi violenti, così come molti avversari
internazionali in fondo sperano. La strategia prevede, invece, una transizione morbida che nei prossimi decenni
elimini i fattori di frizione ed incrementi il benessere generale.
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