la Cina prossima ventura

vademecum per gli investitori











Le tre vie maestre



Progressive aperture democratiche

Per conservare il potere nel prossimo trentennio il sistema oligarchico cinese dovrà affrontare necessariamente una progressiva trasformazione in senso democratico della società.  Le libertà economiche per produrre effetti devono stimolare bisogni individuali che, inevitabilmente, generano nelle persone una coscienza dei propri diritti che produce una crescente domanda di partecipazione.

Coloro i quali sono spaventati dall'inarrestabile crescita della potenza cinese in campo economico e geopolitico auspicano naturalmente un processo di trasformazione rapido, magari innescato da moti rivoluzionari, che porti la Cina ad essere un immenso mercato privo di un reale peso geopolitico. Uno scenario possibile ma, a nostro avviso, poco probabile:  il terzo piano trentennale non lo prevede.

Maggior benessere per le aree rurali

Al primo punto della strategia di politica interna vi sono infatti le grandi masse che popolano le immense aree rurali, che hanno beneficiato solo marginalmente dell'enorme ricchezza prodotta dal paese negli ultimi anni. Tali masse sono potenzialmente pericolose, in quanto lo scontento diffuso può provocare effetti destabilizzanti non desiderati. Creare maggior benessere per le aree rurali è quindi la priorità non eludibile.

Il primo passo del nuovo piano trentennale, infatti, è uno statuto dei lavoratori, che entrerà in vigore nel 2008 e garantirà minimi salariali e condizioni di lavoro meno disagevoli. Le conseguenze saranno un progressivo aumento dei consumi di fascia medio bassa che, date le dimensioni del paese, non potranno che sortire benefici effetti sulla intera economia mondiale.


Minor inquinamento

La Cina ha aderito al Protocollo di Kyoto eppure  è uno dei maggiori inquinatori del pianeta, al secondo posto dopo gli Stati Uniti. Il fatto è che come "paese in via di sviluppo" la Cina non ha obblighi particolari da rispettare. Tuttavia il governo cinese si appresta ad iniziare una lunga marcia per ridurre grandemente l'impatto ambientale provocato dalla tumultuosa cresita industriale degli ultimi trenta anni.

carbone
Il carbone alimenta ancora circa il 70 % della produzione di elettricità in Cina e rimane la principale fonte di energia nel paese, con tutti i problemi di inquinamento che ciò comporta. La produzione cinese di carbone è stata di 2,33 miliardi di tonnellate a fronte di un consumo interno di 2,25 miliardi di tonnellate.

Al fine di ridurre l’inquinamento degli impianti a carbone, il governo cinese ha fissato l’obbiettivo programmatico di ottenere, nel 2020, il 16 % del fabbisogno energetico del Paese da energie rinnovabili: lo scorso anno in Cina rappresentavano il 7,8 % del totale dei consumi di energia. Nel resto del mondo, attualmente, le energie rinnovabili costituiscono in media il 16 % del totale.

Inoltre si parla di adottare la tecnologia di smaltimento carbonico per interramento (CCS–technology) iniettando nei giacimenti petroliferi esausti il biossido di carbonio prodotto dalle centrali termoelettriche, ed i particolare da quelle alimentate a carbone.


idrocarburi
Buona parte della geopolitica cinese (che come sappiamo si fonda sull'avvio di rapporti puramente commerciali senza interferenze negli affari interni dei paesi in questione) è strumentale all'approvvigionamento di materie prime, e di petrolio in particolare. Una delle ragioni della massiccia presenza economica cinese in Africa è proprio questa: soddisfare la sempre crescente fame di materie prime del sistema industriale.

Come è noto, però, il petrolio nei prossimi decenni finirà per diventare antieconomico a causa della sua sempre maggiore scarsità (vedi il report la fine del petrolio) mentre il gas naturale sarà usato ancora a lungo, anche a causa del suo minor impatto ambientale.


E proprio nel settore del gas naturale, l’agenzia Xinhua ha recentemente informato della scoperta di un nuovo giacimento di metano di 240 miliardi di metri cubi. La scoperta è stata fatta nelle vicinanze del grande giacimento Puguang, ritrovato congiuntamente da PetroChina e da Sinopec nell’Ovest della Cina. Il potenziale di quest’ultimo giacimento è valutato pari a circa 600 miliardi di metri cubi e la sua messa in produzione è attesa per il 2010. Nell’area si spera inoltre di poter in futuro identificare riserve metanifere fino a 3.800 miliardi di metri cubi. Nel frattempo si sta allestendo un importante gasdotto proveniente dalla Russia...

nucleare
Come abbiamo spiegato nel nostro recente report energia nucleare, tutte le grandi potenze - USA e Russia in testa - appoggiano un rilancio del nucleare civile.  La Cina naturalmente non sarà da meno: così  vi sarà una nuova fase nella produzione di energia nucleare con l’adozione della tecnologia di Terza Generazione.


rinnovabili

Per quanto riguarda l’eolico, l’obbiettivo del governo è raggiungere l’installazione di una capacità di 5 Giga nel 2010. Per quanto riguarda l’energia solare, Wang Zhongying, direttore del Istituto di ricerca energetica, ha affermato di essere convinto che l’energia solare si dimostrerà nel tempo più affidabile di quella eolica. La Cina ha inoltre acquistato i diritti di sfruttamento della tecnologia del premio nobel per la fisica Carlo Rubbia, finalizzata alla produzione sia di energia solare che di idrogeo: vedi Progetto Archimede.

Il fatto che la Cina punti molto sull'energia solare è dimostrato anche dalla circostanza che alla Borsa di New York le società cinesi quotate sono attualmente molte di più di quelle americane!




La Cina prossima Ventura

Introduzione - pagina 1


Il piano trentennale - pagina 2


La Grande Muraglia - pagina 3


I rapporti con gli USA - pagina 4


La rete delle alleanze  - pagina 5


Le tre vie maestre - pagina 6

Riflessioni per l'investitore - pagina 7

Cina: azioni ed ETF - pagina 8

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